
Contenuto informativo di carattere generale riferito all’agopuntura nell’ambito dell’AMH basso. L’agopuntura può essere presa in considerazione come supporto complementare all’interno di un percorso multidisciplinare. L’ormone antimülleriano (AMH) è uno dei principali marcatori utilizzati per stimare la riserva ovarica. Un valore basso può indicare una riduzione del numero di follicoli ancora disponibili, ma non determina da solo la possibilità di ottenere una gravidanza. L’età della donna, la qualità ovocitaria, il quadro clinico generale e gli altri esami di fertilità rimangono elementi fondamentali nella valutazione specialistica.
Negli ultimi anni alcune donne con AMH basso hanno manifestato interesse verso l’agopuntura come possibile supporto durante il percorso di ricerca della gravidanza, sia naturale sia attraverso la procreazione medicalmente assistita (PMA). È importante sottolineare che l’agopuntura non modifica direttamente il valore dell’AMH, ma può essere inserita, quando ritenuto opportuno, in un approccio integrato.
Agopuntura e AMH basso: che cos’è l’ormone antimülleriano
L’AMH è prodotto dai follicoli ovarici nelle prime fasi del loro sviluppo e rappresenta un indicatore della riserva ovarica. Valori inferiori rispetto a quelli attesi per l’età possono suggerire una ridotta disponibilità follicolare, pur senza fornire informazioni sulla qualità degli ovociti.
L’interpretazione del risultato deve essere sempre effettuata dal ginecologo nel contesto della storia clinica della paziente, dell’età, dell’ecografia ovarica e degli altri esami di laboratorio. Un AMH basso non equivale automaticamente a infertilità e non esclude la possibilità di concepimento.
Agopuntura e AMH basso: cosa dice la ricerca scientifica
La ricerca scientifica ha valutato il possibile ruolo dell’agopuntura nelle donne con ridotta riserva ovarica e bassi valori di AMH, soprattutto nell’ambito dei percorsi di PMA.
Le revisioni sistematiche disponibili evidenziano risultati eterogenei. Alcuni studi hanno osservato possibili effetti favorevoli su specifici parametri clinici, mentre altri non hanno rilevato differenze significative rispetto ai controlli. Nel complesso, le evidenze attuali non consentono di affermare che l’agopuntura aumenti i valori dell’AMH o modifichi la riserva ovarica.
Per questo motivo le principali revisioni invitano a interpretare i risultati con prudenza e sottolineano la necessità di ulteriori studi clinici di elevata qualità metodologica.
Agopuntura e AMH basso nei percorsi di fertilità
Molte pazienti scelgono di affiancare l’agopuntura ai programmi di procreazione medicalmente assistita. In questo contesto il trattamento non sostituisce le procedure diagnostiche o terapeutiche previste dagli specialisti, ma può essere preso in considerazione come supporto complementare.
L’inserimento dell’agopuntura deve essere valutato all’interno di un programma multidisciplinare che coinvolga il ginecologo e il centro di medicina della riproduzione, senza ritardare o modificare le strategie terapeutiche indicate.
Agopuntura e AMH basso: personalizzazione del trattamento
Nella medicina tradizionale cinese il trattamento viene sempre personalizzato. Non esistono protocolli standard validi per tutte le donne con AMH basso, poiché ogni paziente presenta caratteristiche cliniche differenti.
La scelta dei punti di agopuntura deriva da una valutazione medica complessiva e tiene conto del quadro individuale. L’agopuntura, quando utilizzata, rappresenta un intervento complementare che si integra con il percorso clinico stabilito dagli specialisti.
Agopuntura e AMH basso: conclusioni
Un valore basso di AMH rappresenta un elemento importante nella valutazione della fertilità femminile, ma deve sempre essere interpretato nel contesto clinico generale.
Alla luce delle conoscenze scientifiche attuali, l’agopuntura può essere presa in considerazione come supporto complementare all’interno di un approccio multidisciplinare, senza sostituire gli accertamenti diagnostici né i trattamenti indicati dagli specialisti della medicina della riproduzione.
Le evidenze disponibili non dimostrano che l’agopuntura aumenti i valori dell’AMH o ripristini la riserva ovarica, motivo per cui ogni decisione terapeutica dovrebbe essere condivisa con il proprio medico curante.
📌 Vedi articolo: agopuntura e infertilità
Quale professionista ?
Riassumendo brevemente: la Corte Suprema di Cassazione italiana ha stabilito, con la sentenza n. 500 del 6 aprile 1982, che la pratica dell’agopuntura è da considerarsi un atto medico. Dunque questa decisione implica, che solo i laureati in Medicina e Chirurgia sono autorizzati a esercitare l’agopuntura in Italia. Infatti il caso è stato iscritto al registro generale con il numero 12999/81 e la sentenza è stata depositata in cancelleria il 19 luglio 1982. La prima verifica da parte del paziente che si rivolge a un agopuntore dovrebbe essere l’accertamento che si tratti di un medico.
Pertanto allo scopo si può consultare online il sito dell’ Ordine dei Medici nella sezione iscritti, verificando in tal modo il nominativo prescelto. Inoltre durante tale verifica si può controllare anche, che il nominativo prescelto sia iscritto anche al Registro dei medici, che praticano l’agopuntura. Infatti l’iscrizione al Registro dei medici agopuntori, consente di valutare la qualità della formazione ricevuta dal medico scelto. In conclusione si può iscrivere al Registro solo colui che ha frequentato corsi di formazione riconosciuti e che abbia anche superato gli esami relativi.
Dott. Fabio Farello,
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Le informazioni riportate in questa pagina hanno finalità informative e descrittive. Non sostituiscono la valutazione clinica del medico né costituiscono indicazione terapeutica personalizzata. Ogni percorso viene definito solo dopo visita medica.
Bibliografia:
L’utilizzo dell’agopuntura non si basa esclusivamente sui testi della Medicina Tradizionale Cinese, ma è stato oggetto anche di un ampio interesse da parte della ricerca scientifica moderna. Nel corso degli ultimi decenni sono stati pubblicati numerosi studi clinici e revisioni della letteratura che ne analizzano i possibili effetti, i meccanismi d’azione e i profili di sicurezza.
Le pubblicazioni scientifiche sull’argomento sono consultabili nelle principali banche dati biomediche internazionali, tra cui PubMed. Di seguito viene riportata una selezione esemplificativa di studi, a scopo informativo, senza la pretesa di essere esaustiva. Le informazioni riportate in questa pagina hanno finalità informative e descrittive. Non sostituiscono la valutazione clinica del medico né costituiscono indicazione terapeutica personalizzata. Ogni percorso viene definito solo dopo visita medica.
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